Non ha mai fatto male tre fette di salame...

Non ha mai fatto male tre fette di salame...

Non ha mai fatto male tre fette di salame...

di Ugo Civattella

Cominciava così un noto jingle pubblicitario, che alla fine mandava al mare la moda alimentare.

Già, anche la corretta informazione alimentare viene a volte soppiantata dalle mode, e perde di vista il buon senso ed il rigore scientifico, visto che tutti i presenzialisti televisivi ed improbabili esperti nutrizionisti pretendono di parlarne.

Il risalto che i media dedicano al cibo è tale, che i consumatori si aggirano disorientati tra le tante offerte di alimenti "salutistici “e le proibizioni di cibi presunti killer, recitando il mea culpa per avere mangiato per anni ciò che la tradizione del loro paese offriva. Il tritacarne mediatico riesce persino a falsificare i dati di serie ricerche, piegandoli a piacere per lanciare falsi allarmi e trarre fantasiose conclusioni, senza riguardo per i ricercatori e i consumatori.

Le abitudini alimentari sono certamente importanti nel determinismo di molte patologie, ma sempre secondo la regola ippocratica della dose che fa il veleno!

Non ci sono cibi velenosi, come qualcuno vorrebbe far credere, e purtroppo nemmeno cibi miracolosi con cui curare malattie, ma, come la saggezza dei popoli insegna, si applichi
il senso della misura.

Qualche anno fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato i risultati di uno studio ventennale sui danni da consumo eccessivo di carni LAVORATE E CONSERVATE.

Per due anni tale studio viene passato in silenzio, finché non esplode con i titoli isterici: mangiare carne provoca il cancro. Nessuno informava che lo studio

riguardava carni lavorate e conservate, e che confermava la pericolosità in primis dei conservanti, e poi di alcuni sistemi di lavorazione, come la cottura ad alta temperatura o l'aggiunta di grassi ed altri additivi chimici; nessuno ha chiarito che la quantità di carne potenzialmente pericolosa è novecento grammi al giorno per diversi anni continuativi.

E allora preoccupiamoci della qualità del cibo, della sua provenienza, della serietà dei controlli, dell’adeguatezza della nostra dieta al nostro stile di vita, recuperando il senso di gioioso appagamento che una buona tavola ci offre.

Ugo Civattella

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